Renzi rilanci la rottamazione, parli più piano e niente digressioni

Con il dibattito di questa sera alla fine va in scena il confronto più significativo di questa fase politica: due diverse concezioni non solo della sinistra, ma della politica e del paese potranno sfidarsi attraverso la loro incarnazione nelle due figure di Bersani e Renzi. E qui vediamo il duplice effetto già prodotto dalla sfida portata dal sindaco: la personalizzazione della politica che giunge al cuore della sinistra e che imprime un’inedita forza a una visione che fino a oggi era stata tenuta ai margini, rappresentata perlopiù da politici-intellettuali ai quali uomini di apparato attribuivano la capacità di rappresentare si e no il due per cento del Partito democratico. di Sofia Ventura Leggi gli interventi di Pietrangelo Buttafuoco - Maurizio Crippa
13 AGO 20
Immagine di Renzi rilanci la rottamazione, parli più piano e niente digressioni
Pubblichiamo il terzo di una serie di interventi sul tema "Renzi, cosa fare per rimontare". Altri seguiranno nel corso della giornata
Con il dibattito di questa sera alla fine va in scena il confronto più significativo di questa fase politica: due diverse concezioni non solo della sinistra, ma della politica e del paese potranno sfidarsi attraverso la loro incarnazione nelle due figure di Bersani e Renzi. E qui vediamo il duplice effetto già prodotto dalla sfida portata dal sindaco: la personalizzazione della politica che giunge al cuore della sinistra e che imprime un’inedita forza a una visione che fino a oggi era stata tenuta ai margini, rappresentata perlopiù da politici-intellettuali ai quali uomini di apparato attribuivano la capacità di rappresentare si e no il due per cento del Partito democratico. Se fossi in Renzi, dunque, nel faccia a faccia con Bersani manterrei alto il significato di questa sfida, mostrando ai milioni di italiani che seguiranno il match che il cambiamento che in tantissimi oggi si attendono dalla sinistra, ma soprattutto dalla politica italiana, passa attraverso la sua vittoria. Dunque, nessun atteggiamento difensivo, nessun passo indietro rispetto all’idea della “rottamazione”; mostri piuttosto, con parole chiare e un sorriso calmo, ma sicuro, che quella operazione è appena cominciata e con lui proseguirà, investendo non solo dirigenti politici sconfitti dai fatti e palesemente inadeguati ai tempi, ma anche pratiche e concezioni del fare politica divenute ormai insopportabilmente obsolete e dannose, ostacoli per la ripresa dell’Italia. La rottamazione non è una questione personale, è una questione di sistema.
L’immagine di Bersani è quella dell’anziano notabile del paese che ha già capito tutto di come vanno le cose a questo mondo – si osservino i suoi frequenti sorrisini di sufficienza – e non ha voglia e tempo di spiegarsi, vuole che lo si ascolti e ci si fidi di lui perché ha alle spalle la tradizione. Renzi dovrebbe incalzarlo, punto per punto, mostrando proprio come quella tradizione non vada cancellata, ma reinterpretata radicalmente e declinata in una nuova visione, pena l’impossibilità di realizzare gli obiettivi di eguaglianza delle opportunità e di solidarietà che si pretende di perseguire con idee e strumenti pensati in un mondo completamente diverso da quello che si trasforma di momento in momento davanti ai nostri occhi. E per fare questo, mostri tutta la sua differenza con l’avversario: lui non sa già tutto, ha intuito la necessità di un nuovo modo di fare, ha sperimentato a Firenze le sue intuizioni, ora vuole offrire a tutti l’occasione di sperimentare con lui.
In questo modo potrà parlare agli elettori di Vendola – che a differenza del governatore della Puglia non sono interessati alla propria sopravvivenza politica, ma a una politica diversa – e anche agli indipendenti, i quali dovranno essere persuasi che non basta sperare che lui vinca oggi per votarlo alle prossime elezioni, ma è necessario partecipare sin da ora per dare forma al cambiamento. Infine, una notazione: parli più lentamente e senza troppe digressioni, comunichi poche e chiare idee, è a partire da quelle che chi lo ascolterà deciderà che fare.
di Sofia Ventura
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